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Giorno della memoria: la musica ai tempi dell’olocausto

27 Gennaio , Oggi ricorre il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto.
Questo periodo terribile tra il 1941 e il 1945 è caratterizzato anche da suoni divenuti simboli di morte per uomini, donne e bambini.

Cingoli , vagoni per il trasporto di animali , tempeste di neve , sirene, urla e lamenti erano alla base di una sinfonia che portava verso una sola destinazione: la morte.

giorno della memoria

Anche la musica non sfugge da questo eco terribile : La Musik Macht Frei aveva lo scopo di accompagnare le esecuzioni.
Alcune foto ritraggono alcuni ufficiali delle SS, cotringere un gruppo di detenuti a cantare in coro per coprire il rumore delle fucilazioni di massa.

La musica si trasforma da armonia e fonte di ispirazione a strumento di morte nell’inferno dei lager.
Ma ben presto qualcosa cambia e la musica torna a ricoprire la sua funzione di speranza.
In alcuni campi di concentramento iniziano a sorgere orchestre organizzate da musicisti con  strumenti recuperati e riparati, musica base , come la voce danno vita a canti e testi che danno sfogo al dolore dei prigionieri.

In questi anni di contraddizione dove da un lato ci sono marcette per accompagnare i condannati a morte , dall’altro nascono capolavori come le composizioni di Ullmann o il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen , la musica diventa una componente importante spesso protagonista nei racconti dei prigionieri.

Anche in Italia la memoria dell’Olocausto ha ispirato celebri compositori come Nicola Piovani e Luigi Nono , oppure cantautori come Francesco Guccini , Francesco De Gregori e Franco Battiato.

Anni terribili che hanno segnato per sempre la storia dell’umanità con un’intero popolo vittima di atroci sofferenze.
La storia; deve insegnarci a non commettere più gli stessi errori.

A tal proposito questo giorno è fondamentale… PER NON DIMENTICARE

 

fonte : artapartofculture.net | wikipedia

 

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