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legge 107/2010

Lega Filo d’Oro: rivedere la Legge 107/2010

La disabilità sensoriale interessa in Italia circa 189 mila persone.

A rivelarlo è un’indagine della Lega Filo D’Oro e Istat: “circa 108 mila persone sono di fatto confinate in casa, non essendo in grado di provvedere autonomamente a sè stesse a causa di altre gravi forme di disabilità che spesso si aggiungono ai problemi di vista e udito. Più del 55% dei disabili sensoriali sperimenta importanti restrizioni alla propria autonomia non potendo uscire di casa a causa di altre forme di disabilità che si sommano a quelle di vista e udito: la metà circa delle persone sordocieche (il 51,7% del totale) presenta anche una disabilità motoria. Per 4 disabili su 10, invece, si riscontrano danni permanenti legati ad insufficienza mentale, mentre disturbi del comportamento e malattie mentali riguardano quasi un terzo dei sordociechi (il 32,5% dei casi)”.

Su questi dati, allora, la Lega Filo d’Oro dichiara in merito alla legge 107/2010:

“Per garantire pari opportunità alle persone con disabilità visive ed uditive nell’educazione, nell’accesso ai servizi, all’istruzione ed alla formazione occorre proseguire nel percorso del riconoscimento dei loro diritti – dichiara Rossano Bartoli Presidente della Lega del Filo d’Oro. – Risulta essenziale fare chiarezza sull’applicazione della legge 107/2010 e promuovere un coordinamento efficace fra il livello centrale e le regioni per superare le discrasie operative e soprattutto far in modo che siano riconosciute sordocieche le persone affette da una minorazione totale o parziale combinata della vista e dell’udito, sia congenita che acquisita, che comporta difficoltà nell’orientamento e nella mobilità, nonché nell’accesso all’informazione e alla comunicazione”.

La legge 107/2010 riconosceva la sordocecità come disabilità specifica unica, ma oggi sembra non riesca a tutelare giuridicamente le persone con disabilità aggiuntive.

La Lega Filo d’Oro chiede un adeguamento della legge, un adattamento di questa al contesto sociale perché possa garantire un processo inclusivo per le persone sordocieche.

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