Sordità e ipoacusia pregiudizi

Sordità e ipoacusia: i pregiudizi

Fenomeno diffuso l’ipoacusia colpisce molte persone senza differenza d’età e di genere.

La ricerca con i suoi progressi la rende una condizione gestibile e risolvibile, tuttavia  per quanto riguarda sordità e ipoacusia  i pregiudizi restano

La sordità non è unica, esistono almeno tre tipologie di ipoacusia.

Può trattarsi di un problema dell’orecchio esterno, quella parte dell’orecchio che dal padiglione e dal condotto uditivo termina con la membrana timpanica, o del malfunzionamento dell’orecchio medio, dove si trova la catena degli ossicini che trasmette l’onda sonora all’orecchio interno, o di quest’ultimo, dove il suono viene “raccolto” dal tessuto nervoso ed inviato alla corteccia cerebrale.

Per ipoacusia neuro-sensoriale si intende invece la sordità che riguarda l’orecchio interno, il nervo e le vie uditive.

La sordità può essere inoltre congenita; conseguente ad un trauma cranico provocato da un incidente della strada; secondaria all’utilizzo di determinati farmaci, tra cui la clorochina, impiegata nella profilassi della malaria, certi chemioterapici ed alcuni antibiotici (per esempio gli aminoglicosidi), che a dosaggi molto elevati possono indurre ototossicità.

Nella cura delle sordità, le possibilità offerte a chi accusi, per le più svariate ragioni, un calo dell’udito, attualmente sono tante.

Se la causa dell’ipoacusia si trova al livello dell’orecchio medio, di norma si può intervenire chirurgicamente.

Per l’orecchio interno, nel caso più comune di senescenza, si ricorre all’uso dell’apparecchio che purtroppo ancora non è bene accetto, nonostante sia un ausilio paragonabile agli occhiali.

Per il sordo profondo si può realizzare l’impianto cocleare, che consiste in un piccolo elettrodo che, inserito nella coclea (organo dell’udito), va a stimolare il nervo.

Il SSN garantisce praticamente tutti gli interventi a carico del sistema uditivo, compreso l’impianto cocleare.

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