Sui problemi relativi all’udito non c’è ancora una conoscenza adeguata, specialmente sull‘impianto cocleare.
“È importante che si alzi subito il livello di attenzione da parte dei governi, della comunità medico-scientifica e dei pazienti perché c’è un gran margine di miglioramento, anche in un momento come questo, in cui l’emergenza da Covid-19 ha messo a dura prova il sistema sanitario”.
Così Carlo Martinelli, amministratore delegato di Cochlear Italia, commenta la pubblicazione del primo Consensus mondiale sul trattamento dell’ipoacusia negli adulti.
Il documento è stato pubblicato dalla rivista specializzata Jama Network.
Il Consensus è stato curato da 31 esperti dell’udito di estrazione chirurgica e audiologica, provenienti da 13 Paesi, rappresentanti dei pazienti e professionisti del settore.
Questo documento attesta il ruolo centrale dell’impianto cocleare nel trattamento della perdita di udito seria e profonda negli adulti.
Secondo Craig Buchman, presidente del consiglio direttivo e responsabile del dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale dell’Università di Washington, il Consensus è un documento senza precedenti “Non c’è mai stato un accordo internazionale che abbia stabilito quale sia il modo migliore di diagnosticare e trattare l’ipoacusia da severa a profonda negli adulti. Il Consensus stabilisce le prime linee guida mondiali per ottimizzare l’assistenza ai pazienti adulti, le raccomandazioni per i chirurghi, gli esperti in audiologia e gli erogatori di servizi sanitari”.
Secondo lo studio, oggi in Italia gli adulti non vengono sottoposti a esami dell’udito regolari nell’ambito dei normali controlli medici. Fra coloro ai quali, sottoposti ai test uditivi, viene diagnosticata un’ipoacusia da severa a profonda, solo pochi vengono inviati a uno specialista per stabilire se un dispositivo impiantabile sia la soluzione migliore per loro.
Anche se gli impianti cocleari costituiscono un trattamento medico più efficace per riacquisire l’udito, soltanto 1 adulto su 20 sceglie l’impianto cocleare per risolvere il deficit.




