Il Movimento LIS Subito e l’ associazione Emergenza Sordi chiede agli organi di stampa di adottare la corretta terminologia, ricordando ad esempio che si dice:
SORDO
Grazie alla Legge 95/2006 art.1 la persona è definita sorda a tutti i sensi di legge e decade il termine “sordomuto” inappropriato, dal momento che il sordo può imparare a parlare , inquanto l’apparato fonatorio è integro.
Si ricorda inoltre che i sordi preferiscono il termine “sordo”, invece di “nonudente” perché è la negazione di un qualcosa che non esiste.
Ancora sono errati i termini Linguaggio dei Segni Italiano; Linguaggio Italiano dei Segni, Linguaggio mimico-gestuale.
La Lingua dei Segni Italiana (LIS –senza i puntini fra una lettera e l’altra) è una lingua che ha una propria struttura, le proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali come una qualsiasi lingua parlata.
Ogni Paese ha la propria Lingua dei Segni.
Non esiste la lingua dei segni universale.
Inoltre, non è neanche corretto dire o scrivere Linguaggio mimico-gestuale.
I sordi usano i segni che non vanno confusi con la comune gestualità utilizzata dagli udenti per enfatizzare un discorso e non hanno un significato verbale, mentre i segni hanno un significato proprio e sono formati rispettando regole sintattiche ben precise.
La lingua dei segni italiana è stata riconosciuta ufficialmente con la approvazione dell’art. 34 ter Decreto legge 22.03.2021, n. 41 e permette la comprensione e la produzione di concetti astratti come oggetti ed immagini alla pari della lingua vocale, pertanto è una lingua utilizzata dai sordi ed udenti bilingui. Questa lingua garantisce pari dignità ai sordi in quanto cittadini dello stato Italiano.
L’appello delle sue associazioni è quindi a prestare una maggiore attenzione da parte di tutti gli operatori della comunicazione – giornalisti in primis – perché sia adottata la terminologia corretta nel rispetto e la dignità della comunità sorda.



