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Gary Anderson: la storia del fotografo che scatta con l’udito

Gary Anderson è un fotografo professionista americano dell’Oregon al quale è stato diagnosticato un glaucoma raro che a poco a poco gli avrebbe tolto la capacità di vedere.

“Tutta la mia vita è cambiata all’improvviso” racconta Gary in un’intervista al Kgw.com, un quotidiano di Portland. “La mia visione limitata e periferica, non è abbastanza ampia per poter utilizzare un obiettivo fotografico, per riuscire ancora ad abbracciare la natura come amavo fare una volta”.

Così racconta Gary ricordando la fase iniziale della non accettazione della malattia e il conseguente abbandono della macchina fotografica

“Non volevo più scattare, non mi interessava più niente”, diceva Gary all’amico Dennis Schmidling. Ma il caro amico Dennis lo ha incoraggiato a reinventarsi fotografo, “cambiando prospettiva”.

Col passare del tempo Gary ha ripreso fiducia e ha cominciato a privilegiare il senso uditivo per scattare le sue foto. “pensare che le mie orecchie dovessero sostituirsi ai miei occhi”.

Così ha cominciato a soffermarsi sulle atmosfere uditive, il suono dell’acqua e dei ruscelli nei boschi coinvolgendosi con i rumori in dimensioni quasi oniriche riportate fedelmente dai scuoi favolosi scatti.

E le immagini che riproduce sono tanto interessanti e belle che hanno colpito l’attenzione del Premio Pulitzer del fotografo  Jay Mather.

Tra i due è nato un sodalizio e per mesi hanno lavorato insieme, con Gary che ascoltava la natura e Mather che ascoltava lui.

Il loro lavoro è in mostra presso The Casey Eye Institute dell’Oregon Health & Science University, una mostra che ha lasciato lo stupore sul volto di chi l’ha vista.

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