apprendimento bambini ipoacusic

L’apprendimento nei bambini ipoacusici

Richiamare l’attenzione del bambino non udente e mantenere il contatto visivo con lui sono i primi passi fondamentali nella comunicazione con lui che dovrà escludere la gestualità di chi parla per non confondere la comprensione della lettura labiale o della lingua dei segni.

La lettura delle labbra deve essere consentita parlando lentamente ed evitando di coprire la bocca o voltarsi mentre si parla e in nessun caso bisogna commettere l’errore di escludere il piccolo con problemi di udito da una conversazione che lo riguarda, rivolgendosi magari ai suoi genitori per avere la sicurezza di farsi capire.

A scuola il coinvolgimento del bambino sordo sarà a cura degli insegnanti che avranno il compito di adattare il proprio lavoro alle esigenze di quello studente speciale.
Frasi brevi e lineari, evitando giri di parole, saranno una scelta ottimale per favorire la comprensione dei concetti spiegati, ricordando che i bambini non udenti sono legati al significato letterale dei pensieri espressi e, quindi, non colgono ironia e metafore che andranno spiegate.

L’utilizzo di strumenti visivi è di grande utilità per i bambini sordi che riescono, così, a fissare i vari concetti, mentre uno schedario personale li aiuterà a catalogare termini e pensieri nuovi, corredandoli di un’immagine esplicativa.

Accanto al percorso personalizzato, però, ogni bambino sordo ha bisogno di essere integrato nella classe e per questo sarà importante lavorare sulla sensibilità dei compagni affinché comprendano le sue difficoltà e si rendano disponibili e capaci di superarle offrendogli l’aiuto necessario a condividere la vita di classe.

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