Botti di capodanno: i danni provocati all’udito

Come ogni anno con l’arrivo delle festività natalizie e per finire l’anno è di tradizione sparare botti ma certamente questo gesto può comportare delle conseguenze non solo per gli animali, ma anche per gli adulti. Uno dei problemi principali che richiede molta attenzione, è l’udito il che è destinato a diminuire sempre di più a causa di quest’inquinamento acustico. L’agenzia Europea per l’ambiente ci spiega che un europeo su 4 con il passare del tempo subisce problemi di questo tipo. Insomma, non solo i botti di capodanno sono la causa di questo problema bensì anche clacson, sirene etc; un continuo frastuono che porta ad avere problemi il nostro sistema uditivo. La legge del 2008 sancisce di fare molta attenzione all’inquinamento ambientale, quasi obbligando il datore di lavoro di monitorare la situazione e mettere in campo ogni possibile cautela per evitare il sistema uditivo.

Sono tanti i casi di trauma acustico a causa dei botti. Un suono acuto è dato dalla successione di onde di compressione che colpiscono l’apparato uditivo. La prima struttura uditiva è la membrana timpanica. Con rumori superiori a 85 dB si possono provocare rumori ad alta intensità sull’apparato uditivo. “Ambienti con rumorosità di poco superiore agli 85 dB possono provocare ipoacusia solo dopo anni di esposizione; in questi casi si parla di Trauma Acustico Cronico (TAC) – spiega il dottor Carlo Govoni, specialista in otorinolaringoiatra e chirurgia cervico-facciale, sul suo blog. (www.leccesette.it)

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