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Francisco Goya: Visioni di carne e sangue

Francisco Goya: Visioni di carne e sangue è un film-documentario che riflette sulla grande mostra svoltasi a Londra alla National Gallery interamente dedicata all’artista spagnolo e alla sua attività ritrattistica. Il film è stato diretto da David Bickerstaff, con il contributo del primo curatore dell’esposizione, Xavier Bray ed è una passerella di volti che appartengono alle diverse fasi della vita del pittore.

Ma a chiudere la mostra e il film, quasi in segno di addio è il ritratto del dottor Arrieta, un vero e proprio confine tra la fase precedente e quella posteriore alla ipoacusia che colpì l’artista e che il medico seguì sostenendo l’artista in un percorso devastante che lasciò impressioni molto forti sull’ attività artistica di Francisco José de Goya y Lucientes.

Una sordità che compì un doloroso isolamento e che arrivò a tormentare l’artista che produsse così una serie di opere rivoluzionarie. Goya, infatti, intorno al 1792, si ammalò durante un soggiorno a Siviglia: acufeni, vertigini, disturbi alla vista. Il tutto si trasformò poi in una irreparabile perdita dell’udito. L’origine della perdita dell’udito è da addebitare alle sostanze tossiche utilizzate allora per trattare i colori, ricche di piombo ma secondo altre fonti sarebbe stata la conseguenza di una vita sregolata.  La sordità la espresse attraverso i suoi dipinti, come le Pitture nere, raffigurazioni di scene stregonesche, mostruose, realizzate sulle pareti della sua casa alla periferia di Madrid, dopo la restaurazione borbonica.C’è un dettaglio che piùdi ogni altro riesce a esprimere il prima e il dopo la sua sordità: il dipinto Prateria di San Isidro del 1788 e il Pellegrinaggio a San Isidro del 1820-23. Entrambe le opere raffigurano il medesimo luogo, il primo esprime la grazia e la delicatezza del posto raffrontata invece alla cupezza della stessa collina dopo l’ipoacusia.

Goya morì nel 1878: il suo cadavere attualmente riposa a Bordeaux senza il cranio.

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