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riflesso rosso

Il test del “riflesso rosso”

Il test del riflesso rosso è un esame essenziale per il riconoscimento precoce di patologie oculari congenite potenzialmente pericolose per la vista.

L’esame si esegue utilizzando la trasmissione della luce da un oftalmoscopio che in condizioni normali viene riflessa generando appunto un riflesso rosso.

Un test che è stato attivato da tre anni.

Ciò che emerge è che il 74,5% delle Neonatologie (305 punti nascita su 409) ha sottoposto a screening visivo universale neonatale alla nascita i neonati durante il ricovero al nido.

Si tratta di dati molto rilevanti — sottolinea il professor Fabio Mosca, presidente della Società italiana di neonatologia — e sono certo che saranno confermati anche nel 2020 perché ormai questi test sono una pratica estremamente diffusa.

La nostra società scientifica si è impegnata molto per ottenere questi risultati”.

Al contempo, Inapp e Centro Nazionale Malattie Rare stanno investigando con un’analisi nazionale sulle modalità di realizzazione degli screening uditivo e visivo in tutti i punti nascita italiani.

Sulla base delle osservazioni fatte, saranno stilate le raccomandazioni per i protocolli di screening uditivo e visivo nazionali uniformi.

Sarà il primo passo nella costruzione di un sistema nazionale validato, integrato e condiviso di coordinamento e monitoraggio identificazione intervento e presa in carico precoce die bambini con deficit uditivo e visivo”. conclude Bubbico.

Il sistema ha bisogno di qualche accorgimento, a osservarlo è lo studio sulla valutazione della condizione delle persone affette da disabilità uditiva, avviato nel marzo 2019 da Inapp, Irccs Burlo Garofalo di Trieste (dottoressa Eva Orzan), Forum Affrontiamo la Sordità Insieme -Asi e Fiadda Umbria.

Anche se in Italia i programmi di screening uditivo sono implementati in quasi la totalità delle Regioni — spiega Bubbico — dallo studio emerge che i tempi di diagnosi e presa in carico presentano ancora delle criticità. Del nostro campione di soggetti affetti da sordità profonda prelinguale, sottoposto a screening uditivo alla nascita, solo il 62% aveva ricevuto una diagnosi precoce entro i primi 12 mesi come raccomandato”.

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