progetto Silent

Progetto Silent: il concerto per ipoacusici

Il progetto “Silent”, nasce dalla collaborazione del compositore Gabriele Marangoni con un team di persone non udenti.

Gabriele Marangoni, musicista, compositore, docente presso il Conservatorio di Musica di Cagliari e direttore artistico del Secret Theater Ensemble, da anni studia e sperimenta nuove modalità espressive per far ascoltare musica dal vivo alle persone sorde.

La sua produzione artistica, che spazia dalla musica orchestrale all’elettronica ed è supportata da numerose fondazioni artistiche, va in scena nei festival in tutto il mondo, dal Festival Aperto di Reggio Emilia, Lac di Lugano, Festival ARS Electronica di Linz (Austria), “Drammaturgie umane” per gli Uffizi di Firenze, Roma Europa Festival.

Ha debuttato al Lac di Lugano con lo spettacolo Metastasis, una produzione internazionale, in tournée dal prossimo anno, dedicata «a dar voce alle terra, dalla distruzione del pianete durante il conflitto dei Balcani, alla rottura del legame con la natura per via della politica brasiliana, fino alla ricerca del silenzio. Più che dire qualcosa circa ciò che sta accadendo, bisogna essere strumenti di amplificazione di qualcosa che c’è già: l’urlo della Terra. Per me, come artista, l’urlo è immaginato, ma per il pianeta è reale: non ce la fa più».

Dice Marangoni: «Non mi interessa far comprendere ai sordi l’universo sonoro degli udenti ma il contrario, imparare ed entrare dentro il loro mondo sonoro».

In scena, accanto a due voci soliste un ensemble di 12 artisti sordi. «Abbiamo progettato e realizzato delle superfici vibranti, che attraverso dei trasduttori trasformano il segnale audio in vibrazione, che arriva al corpo tramite una pedana, dal basso (piedi e gambe) e dagli arti superiori (mani e braccia).

A quel punto non è più l’orecchio che sente ma la cavità del corpo che vibra, quando è esposta a queste frequenze acustiche», spiega Marangoni.

«I sordi hanno un sistema di ascolto tattile, il suono viene percepito in maniera quasi tribale, primitivo, tramite il legno e le ossa» con tonalità al di sotto della soglia dell’ udito (20 Hz).

Il suono come mezzo, dunque, e non come fine. L’obiettivo è «una creazione condivisa e partecipata di un evento di inclusione sociale, pensato per unire udenti e non».

 

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