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Lockdown. Come è andata per gli ipoacusici?

Il periodo di lockdown ha mostrato diverse criticità nella sfera della comunicazione, in particolare, per i soggetti ipoacusici.

Le difficoltà maggiori dell’isolamento sono state quelle comunicative, ma è un problema che esisteva già prima, quando tutto era “regolare”.

Il lockdown ha acuito la difficoltà preesistente per loro una maggiore fonte di stress.

Quando vogliono contattare qualcuno si trovano di fronte soltanto a numeri di telefono fisso, numeri verdi o centralini, dove spesso nessuno è in grado di rispondere alle loro esigenze.

Nella vita quotidiana sono tante e sono comuni.

Una è l’accessibilità alle informazioni.

Non da subito i discorsi istituzionali mandati in onda sui canali primari della televisione avevano la traduzione dell’interprete nella Lingua dei segni (Lis).

Un altro fattore che comporta numerosi problemi è la selezione delle informazioni.

Molte persone sorde infatti hanno difficoltà nella lettura.

Non tutti gli articoli vengono tradotti in Lis.

In generale, nel caso dei pazienti sordi, emerge sempre quello stato di ansia, di stress, che è dovuto alla carenza delle informazioni, all’isolamento comunicativo.

Poi da rimarcare anche un particolare stress negli adolescenti sordi, che deriva dalla loro difficoltà a seguire le lezioni scolastiche.

Stati d’animo che nascono dall’accessibilità limitata alle lezioni sulle piattaforme digitali.

Per questi ragazzi è complicato accedere ai corsi a distanza. Non ci sono traduttori e leggere il labiale attraverso uno schermo è molto difficile.

Così si sentono ulteriormente emarginati.

Per una persona non udente è già molto complesso seguire una lezione frontale in classe.

Farlo a distanza separati da uno schermo è pressoché impossibile.

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