Lavorare in smart working può implicare un utilizzo frequente, troppo, degli auricolari che, senza le dovute precauzioni, potrebbero danneggiare la capacità uditiva.
I rischi dipendono non solo dall’intensità del suono che ascoltiamo dall’auricolare ma anche dalla durata dell’esposizione dell’orecchio al suono che ascoltiamo.
Un’esposizione prolungata al suono, infatti, anche se di relativa intensità, può contrastare la salute dell’apparato uditivo, un argomento che vanta diverse indagini scientifiche che si occupano di appurare la relazione tra tolleranza del volume del suono e livello di decibel.
L’orecchio necessita, dopo uno stimolo sonoro, di un periodo di recupero, ciò significa che nonostante il suono di per sé non superi la soglia di decibel tollerati dall’orecchio (105 dB) una lunga esposizione (8ore) a un suono anche di 80 dB (suono di una strada affollata) potrebbe comportare problemi di udito.
Per evitare problemi basterebbe impostare il volume del cellulare o del computer a non più del 60% e arginare l’esposizione al suono della conversazione a 60 minuti dopo i quali far riposare l’orecchio concedendoci una pausa lunga un quarto d’ora.
Un accorgimento semplice che previene un danno, quello all’udito, irreversibile che comporta anche problematiche sociali con conseguenti ripercussioni sul benessere psichico della persona.
Evitare, quindi, traumi sonori è un argomento importante, per favorire, in ogni caso, la salute dell’apparato uditivo.
È bene sostituire gli auricolari interni con una cuffia esterna che trasmette un suono, magari meno elevato, ma meglio tollerato poiché non coinvolge in modo diretto il padiglione e, quindi, il condotto uditivo.
L’ipoacusia registra, purtroppo, dati preoccupanti soprattutto nelle giovani generazioni con picchi del 15% e un’incidenza globale sulla popolazione del 90%.
È indubbia l’esistenza di fattori genetici e familiari ma agire con consapevolezza per preservare l’udito è un passo da tenere in conto.
L’utilizzo degli auricolari, oltre che antigienico, gli auricolari non protetti vengono riposti in borse e zaini e raramente igienizzati, favoriscono alcune infezioni provocando lesioni persistenti e abrasioni della cute.




