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Stampa 3D : ascolta, annusa e tocca

Monitorare la salute con dispositivi smart in grado di percepire attraverso i sensi.

È il nuovo progetto di stampa 3D che sta portando avanti un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge.

«I nostri sensori in fibra sono leggeri, economici, piccoli e facili da usare, quindi potrebbero essere potenzialmente trasformati in dispositivi di test domestici per consentire alle persone in generale di eseguire autodiagnostica», sostiene Yan Yan Shery Huang, il leader del progetto del Dipartimento di Ingegneria.

Questa tipologia di stampa avviene mediante produzione additiva e consente, cioè, di creare fibre elettroniche 100 volte più sottili di un capello.

Significa riuscire ad ottenere sensori con capacità superiori rispetto a quelli convenzionali su pellicola.

«I sensori realizzati con piccole fibre conduttive sono particolarmente utili per il rilevamento volumetrico di fluidi e gas in 3D, rispetto alle tecniche convenzionali a film sottile, ma finora è stato difficile stamparli e incorporarli nei dispositivi e produrli su larga scala» dice il ricercatore.

A cosa servono?

Gli impieghi futuri sarebbero numerosi.

Sensori per respiratori portatili (o mascherine), indossabili e senza contatto che collegati eventualmente a uno smartphone consentirebbero di raccogliere informazioni, suoni e immagini sulla dinamica respiratoria.

E se si pensa alle particelle virali trasmesse attraverso goccioline respiratorie e aerosol, come per il Coronavirus, si potrebbe rilevare la quantità e la direzione dell’umidità respiratoria che fuoriesce attraverso diversi tipi di mascherine, aiutando a stabilire un migliore posizionamento.

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