Chiara Bucello e Ludovica Billi hanno fondato la pagina Instagram The Deaf Soul per sensibilizzare e informare sulla sordità.
Riportiamo uno stralcio delle loro dichiarazioni alla stampa nazionale
“Nella pagina parliamo un po’ di tutto, riguardo alla sordità. Perché in televisione, sui siti, si dicono cose completamente diverse. Perché ovviamente i giornalisti non sono informati sulla sordità ma perché proprio non sono sordi loro. Quindi noi, essendo sorde, siamo testimoni dirette sul tema e cerchiamo di far capire alle persone come trattare la sordità, ma anche tutto ciò che riguarda le leggi che ci tutelano, i documenti che possono servire per determinate cose. Noi ci focalizziamo su tutto quel mondo che contiene la parola sordità perché ci sono tante persone che non conoscono certe tematiche”.
Qual è la percezione comune che riscontrate più spesso sulla sordità?
“La gente pensa: quella persona è sorda, non capisce quello che dico. E stop. Invece c’è un mondo dietro. Spesso ancora sentiamo parlare di “sordomuti/e” ma è una cosa sbagliata. Il termine da usare è sordo/a, anche secondo la legge. Ma c’è ancora troppa ignoranza in giro. Noi ci stiamo provando a lanciare questo messaggio, ma c’è qualcuno che dice: ‘Ma se una persona sorda non parla allora è sordomuta!’”.
La pandemia, anche sei indirettamente, ha causato molti problemi alle persone sorde
“È stato traumatico. Con la mascherina andare in farmacia, al supermercato, in molti posti, diventa faticoso. Dobbiamo sempre chiedere di abbassare la mascherina, per poter leggere il labiale. Gli altri non sanno come comportarsi con noi, dobbiamo dire loro che siamo sorde e se per favore, stando a distanza possono abbassarla per farci comprendere quel che dicono. Non tutti però vogliono farlo o capiscono la nostra esigenza”.
Ma avete ideato un metodo per rendere la comunicazione più facile.
“All’inizio c’erano le mascherine trasparenti, ma sono state abbandonate quasi subito. Quindi abbiamo avuto un’idea: mettere un simbolo sulla mascherina che utilizziamo tutti i giorni in modo da essere riconosciute come sorde.
Perché capita, parlando con gli altri, di chiedere di abbassare la mascherina, e invece con il simbolo saremmo riconoscibili anche senza chiedere ogni volta. Tanti ragazzi ci hanno chiesto il pdf, ci hanno contattato tantissime persone, il video è diventato virale. Speriamo che sia una cosa utile”.
Le due ragazze hanno ideato un simbolo da applicare sulle mascherine per identificare le persone sorde




