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Udito ed equilibrio: lo studio

L’udito è strettamente collegato all’equilibrio tanto da poter affermare che chi sente bene non inciampa.

A parlare della questione è uno studio sudcoreano, pubblicato sul Journal of the American Medical  Association.

Secondo la revisione citata è possibile comparare la diminuzione dell’udito all’instabilità posturale negli anziani.

Il campione preso in esame comprendeva 3.864 persone dai 40 anni in su, cui sono stati rilevati i loro dati uditivi .

Ogni partecipante è stato sottoposto a un  esame del tono audiometrico sui due lati.

È stato poi stilato un catalogo che comprendeva tre categorie: udito normale (26 decibel o più), sordità lieve (26 40 dB), sordità moderata, o grave (oltre 40 dB).

Allo stesso tempo è stato misurato il loro senso dell’equilibrio, chiedendo loro di restare fermi dritti su una pedana in schiuma di poliuretano con i piedi distanti dieci centimetri, le braccia conserte e le mani sui gomiti, gli occhi chiusi.

Il livello individuato come soglia della perdita senile dell’udito nella ricerca era fissato in 26 decibel (dB) o più.

Dal monitoraggio effettuato dai ricercatori è risultato che le donne  indicavano  una maggiore instabilità posturale, e che il livello di scarso equilibrio appariva crescere per ogni anno di età in più.

Lo stadio di sordità ritenuto lieve (sia unilaterale sia bilaterale) non è risultato associato a problemi di equilibrio, invece il livello moderato o più grave presente (anche solo in un orecchio) appare legato a diversi gradi di instabilità posturale.

Gli scienziati sudcoreani  hanno evidenziato che la sordità che avanza con l’età è il più comune disturbo cronico degli anziani, interessa, infatti, il 6 per cento della popolazione mondiale, ed è un disturbo che ne crea altri.

 

 

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