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fascio di luce

Un fascio di luce contro la sordità, arriva la svolta

“Science Translational Medicine” ha pubblicato uno studio che potrebbe far progredire le ricerche sugli impianti cocleari. La perdita neurosensoriale dell’udito “implica la perdita di cellule ciliate e per aggirare il danno gli impianti cocleari stimolano direttamente i neuroni con gli elettrodi. Ma la corrente proveniente dagli elettrodi non si sposta in modo diretto e regolare dall’elettrodo a un neurone uditivo. Quando attraversa il minuscolo spazio che li separa, tende a diffondersi, causando un’interferenza con qualsiasi elettrodo adiacente posto troppo vicino. Di conseguenza, i dispositivi sono progettati per limitare il numero di elettrodi in modo da evitare interferenze, ma limitando così anche il numero di frequenze che possono essere discriminate” così come racconta a la rivista Le Scienze, Tobias Moser, neuroscienziato uditivo all’Università di Goettingen, in Germania.

Sostituire allora l’elettricità con la luce, ecco lo studio svolto dallo scienziato.

L’ottica come soluzione in quanto la luce può essere focalizzata e diretta in un modo impossibile con la stimolazione elettrica. La risposta arriva dall’optogenetica, che consiste nell’introduzione di alcuni geni nei neuroni, geni che producono proteine sensibili alla luce (canalrodopsine, od “opsine”), e che attivano i neuroni con la luce. I risultati sono stati positivi: “I risultati sono impressionanti, e mostrano un nuovo mezzo credibile per ripristinare l’attività del sistema uditivo deficitario”, dice a Le Scienze John Middlebrooks, neuroscienziato all’Università della California a Irvine, che non ha partecipato alla ricerca. “Sia pure con un notevole sforzo di ricerca futuro, c’è il potenziale per andare oltre quello che può essere realizzato con un impianto cocleare”.

“Probabilmente nel giro di un paio di anni circa sapremo se ci sentiremo pronti a tradurre tutto questo in un dispositivo medico”, dice Moser, “Finora le cose sono andate piuttosto bene, ma c’è ancora molta strada da fare.”

Moser con l’azienda OptoGenTech, che sta fondando ed è in procinto di lanciare tenterà di contribuire a commercializzare la nuova tecnologia.

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