Acufeni: Diagnosticarne uno non è semplice

Diagnosticare gli acufeni non è semplice e certamente non è una bella notizia. L’ultima analisi provveduta dai dati statistici del Centro Siciliano Acufeni, rileva che la popolazione priva di difetti uditivi, uno su dieci soffre di acufeni. Mentre la popolazione con ipoacusia ne soffre il 50%. Il 20% ne richiede invece, l’assistenza dello specialista, l’8% riferisce la propria disabilità e il 5% con un grave handicap. Il disturbo degli acufeni tende a creare un vero e proprio stato disabilitante tanto da coinvolgere la sfera emotiva e psichica del paziente. Infatti, il livello di attenzione o le attitudini lavorative, induce i pazienti agli stati ansiosi o depressivi.

In Italia i centri di cui si occupano di tale problema ne sono ancora pochi. Solitamente i centri lavorano per migliorare la qualità sonora dei pazienti affetti da acufeni.  Diversi sono i sistemi con cui i pazienti sono trattati. Alcuni ad esempio sono trattati con sistemi sonori digitali o presidi riabilitativi o addirittura inviati in centri di eccellenza di otoneurochirurgia per trattamenti di patologie più specifici. Come ogni anno si è sempre alla ricerca scientifica e uno degli ultimi studi portati avanti da professionisti, riguarda gli effetti di un nucleotide dell’acido ribonucleico a livello delle sinapsi neuronali .

Nei pazienti è importante comprendere non solo le emotività dei pazienti, ma anche le esigenze e le cause da cui proviene l’acufene. Il paziente affetto da questa malattia è spesso supportato da metodi riabilitativi e supporti farmacologici. Infatti, ogni malattia, così come l’acufene, può essere seguita da specialisti specializzati affinché possano eseguire correttamente la terapia offrendo sicuramente supporto ai pazienti che troppo spesso sono lasciati a se stessi con un falso messaggio che il loro problema non possa avere una soluzione.

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