Van Gogh: La storia del suo orecchio



Presto torneranno i giorni belli, ed io ricomincerò a occuparmi di frutteti in fiore” – è la celebre frase del pittore olandese Vincent Van Gogh. Aveva 35 anni e due anni prima si tagliò l’orecchio con un rasoio, per impacchettarlo in una carta di giornale, per poi consegnarlo a una ragazza di sua conoscenza. Numerose le tesi per attribuire una ragione a questo gesto di autolesionismo. In un primo momento si era pensato a una lite con il suo grande amico e pittore Paul in cui lo stesso giorno aveva auto un diverbio con lui. Un’altra ipotesi invece era denominata dalla disperazione della lettera inviatagli dal fratello Theo, in cui gli riferiva le sue intenzioni di prendere in moglie Johanna Bonder.

Ma
Perchè Van Gogh si tagliò un orecchio?:

Le sue condizioni finanziarie e di stabilità emotiva erano, infatti, precarie e duramente messe in crisi dalla povertà che lo affliggeva. Martin Bailey, desideroso di approfondire la vicenda, dedicò il suo libro avvalorando l’ipotesi della sofferenza di quella fatidica lettera del 21 dicembre 1888. All’orecchio si presume che persistevano la malattia di Meniere, una patologia dell’orecchio interno alla quale sono associati ipoacusia neurosensoriale fluttuante, acufeni e perdita di equilibrio. Le cause di questa malattia non sono ben precise. Infatti, può essere denominata da un aumento della pressione nel canale endolinfatico, o infezione all’orecchio. Tale malattia può durare dai venti minuti a più di ventiquattro ore (è consigliabile, infatti, l’assoluto riposo in una stanza buia).  Infine, il taglio dell’orecchio non fu un gesto casuale, ma solo l’atto risolutivo di tutti i suoi mali.

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