Mutismo: Arriva la protesi vocale che trasforma i segnali del cervello in parole

Mutismo protesi intelligente in arrivo:
Secondo la scienza il nostro cervello riporta i segnali che noi vorremmo fare e di questa informazione, potremmo non darne il giusto peso. Intanto pero, potrebbe rappresentare un’opportunità per le persone paralizzate e soprattutto che hanno perso la parola. A oggi, a chi ha perso la capacità di parola, può solo usare gli occhi o piccoli movimenti per gesticolare e far capire le proprie azioni. Ad esempio, il cosmologo Stephen Hawking, tendeva la guancia per innescare un interruttore montato sugli occhiali. Ma se un’interfaccia cervello-computer potesse ricreare direttamente un discorso, i pazienti potrebbero ottenere molti più benefici, come il controllo sul tono e l’inflessione o l’abilità a porre in essere una conversazione in modo più rapido.

Intanto, l’idea di certo non è passata inosservata per tre gruppi di ricercatori. Di recente hanno fatto progressi nella trasformazione degli impulsi cerebrali in “parlato”, generato dal computer grazie ai dati raccolti mediante gli elettrodi impiantati chirurgicamente nel cervello. Con le nuove ricerche hanno sfruttato i dati inserendo le informazioni in reti neurali che elaborano schemi complessi. Le reti, infatti, regolano le connessioni tra nodi in cui sono stati capaci di ricostruire parole e frasi.

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Tuttavia, i ricercatori possono fare una registrazione durante la rimozione di un tumore al cervello, quando le letture elettriche aiutano i chirurghi a localizzareed evitare le aree chiavi del linguaggio e delle capacità motorie. La squadra guidata dallaneuro scienziati Miguel Angrick dell’Università di Brema in Germania, e Christian Herff dell’Università di Maastricht nei Paesi Bassi, ha fatto affidamento sui dati di sei persone sottoposte a intervento chirurgico a causa di un tumore al cervello.

Un microfono ha catturato le loro voci mentre leggevano ad alta voce e intanto gli elettrodi hanno registrato gli impulsi provenienti dalle aree di pianificazione del linguaggio. Circa il 40% delle parole generate dal computer, sono state comprensibili. Il team del Dott. Mesgarani, della Columbia University, si è invece basato sui dati di cinque persone affette da epilessia che di conseguenza, il computer ha ricostruito i numeri solo dai dati neurali; quando il computer diceva i numeri, un gruppo di ascoltatori li ripeteva con una precisione del 75%.

I ricercatori hanno anche spinto ulteriormente il modello: lo hanno usato per ricreare frasi dai dati registrati mentre le persone pronunciavano parole in silenzio. (dati riportati sul sito www.meteoweb.eu)

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