inquinamento acustico mari

Inquinamento acustico dei fondali

L’inquinamento acustico dei mari è causato dai motori delle navi, le esplosioni sottomarine, sonar e trivellazioni petrolifere.

In questo modo l’uomo sta danneggiando la vita marina, in particolare dei cetacei.

Nel golfo di Tribugá, in Colombia, scorre un canale profondo dall’Oceano Pacifico verso la costa.

Una zona perfetta per fare un porto.

La pesca dei paesini limitrofi si pratica con le canoe, una pesca che non inquina e non crea rumore sui fondali.

È la cacofonia di suoni di animali perfetta per chi vuole addormentarsi”, afferma Kerri Seger, ricercatrice dell’azienda di tecnologia marina Applied Ocean Sciences di Santa Monica, in California, che si occupa di studiare l’acustica marina della regione.
Aumenta la preoccupazione internazionale sull’inquinamento acustico dei fondali causato
da sonar militari, indagini sismiche, trivellazione petrolifera, dragaggio e motori navali.

Si tratta, infatti, di suoni forti e improvvisi che possono causare danni fisici.

Il rumore di fondo insistente, come quello della navigazione, infatti, può alterare una serie di sistemi e comportamenti, dalla comunicazione all’alimentazione delle specie marine.
C’è la volontà politica di regolamentare il rumore subacqueo”, dice Jakob Tougaard, biologo dell’Università di Aarhus, in Danimarca alla rivista Le Scienze.

Lo scorso novembre le Nazioni Unite hanno concordato risoluzioni per salvaguardare la salute degli oceani che hanno rilevato “un urgente bisognodi ricerca e cooperazione per affrontare gli effetti del rumore subacqueo antropogenico. L’Unione Europea ha adottato una legislazione per arrivare a sistemi marini in salute entro il 2020, compresa una disposizione per garantire che il rumore subacqueo non “influenzi negativamente” la vita marina. Anche le organizzazioni marittime sono preoccupate: nel 2014 l’Organizzazione marittima internazionale ha emanato linee guida sulla riduzione del rumore delle navi.

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