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La giornata internazionale della Lis

Il 23 settembre si celebra la giornata internazionale della lingua dei segni indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la promozione e la protezione di oltre 300 lingue dei segni presenti nel mondo.

I progressi della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con sordità sono notevoli, ciononostante, in Italia la Lis, Lingua dei Segni, non è ancora riconosciuta come lingua ufficiale nazionale.
Eppure sono oltre 40.000 le persone che usano correntemente la LIS per comunicare sia per lavoro che per affari personali.

Le lingue dei segni sono numerose, in Italia troviamo la Lingua dei Segni Italiana (Lis), negli Usa l’American Sign Language (Asl), in Gran Bretagna il British Sign Language (BSL) ciascuna di queste caratterizzata da fattori territoriali e comunitari non trascurabili.

Fu nel XVIII secolo che l’abate Charles-Michel de L’Epée cominciò a osservare e studiare i gesti che i suoi allievi non udenti producevano fatto che portò all’elaborazione di nuovi segni fino a comporne una grammatica apprendibile.

L’abate de L’Epée, allora, fondò la prima scuola pubblica per sordomuti in Francia diffondendo il proprio metodo oltreoceano, arrivando negli Stati Uniti nel 1817 e in Italia sul finire del ‘700.

La lingua dei segni fu però ostacolata a tal punto che i non udenti potevano usarla soltanto clandestinamente.

Soltanto negli anni ’50 il linguista americano William Stokoe iniziò una ricerca dedicata al linguaggio dei segni, contribuendo al riconoscimento della lingua pari alle “normali” altre lingue.

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