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Ragazzi sordi chiedono il riconoscimento della propria lingua, la campagna #iosegno

La Lis, la lingua dei segni italiana, non è sostenuta da alcuna ufficialità, il suo mancato riconoscimento è reso ancora più amaro se si pensa che le lingue dei segni per sordi – ogni paese ne ha una diversa – sono riconosciute in oltre 44 paesi, dalla Francia alla Spagna, dagli Stati Uniti alla Cina.

La campagna #iosegno è una petizione lanciata dai ragazzi sordi di Radio Kaos Lis perché avvenga quella ufficializzazione della Lis che in tanti aspettano da anni.

La Lis, la lingua italiana dei segni, permette ai sordi di comunicare tra loro e interagire con gli udenti, ma, come detto, non è riconosciuta ancora dallo Stato italiano.

E questo è un problema molto serio per chi è sordo, perché si traduce nel fatto che chi ha bisogno di imparare la Lis deve rivolgersi a strutture esclusivamente private.

Ancora, gli uffici pubblici non sono tenuti a fornire un interprete che aiuti i sordi a interagire autonomamente con le istituzioni.

I sordi non hanno a disposizione insegnanti e scuole attrezzate che siano in grado di comunicare con la lingua dei segni.

Al giornalista Salvatore Barbera, che si è occupato dell’appello dei ragazzi di Radio Kaos Lis, dice Deborah:
“Sono riuscita ad avere un’insegnante di sostegno specializzato nella Lingua dei segni solo a partire dall’ultimo anno delle superiori e, anche se solo per un anno, è stata comunque un’enorme soddisfazione che mi ha dato la possibilità di sentirmi fiera di essere sorda”.

L’Iran è stato il primo paese a riconoscere la lingua dei segni nel lontano 1928.

Inoltre, la convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 riconosceva la Lis promuovendone l’acquisizione e l’uso.

Ma lo Stato italiano non si è mai mosso per riconoscere la Lis ufficialmente.

I ragazzi di Radio KaosLis hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere a tutti i capigruppo e ai Presidenti di Camera e Senato di impegnarsi affinché la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano.

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